Nelle prossime settimane il Consiglio Comunale sarà chiamato ad approvare il bilancio di previsione ed il piano delle opere pubbliche per il 2012. Due questioni importanti che avranno sicure ripercussioni sul futuro di Terranuova e... sulle tasche dei cittadini.
Mai come quest'anno, perciò, servono scelte di buon senso, rigore, semplificazione e servono volontà/responsabilità politica per mettere da parte interventi e iniziative né utili né compatibili con la delicata situazione attuale.
Per quanto riguarda il bilancio di previsione, occorre evidenziare che l'introduzione dell'IMU - “la nuova ICI” - avrà un forte impatto sulle tasche dei terranuovesi. Di conseguenza, ogni altro intervento sulle “tasse comunali” deve essere massimamente evitato. Prima di aumentare l'addizionale IRPEF, di attivare la tassa di soggiorno o di scopo, di aumentare ancora la nettezza urbana si devono cercare altre soluzioni. Prima di procedere con la scelta dell'aumento delle tasse, serve verificare, intervenire e incidere sulla spesa, ad esempio nei comparti del personale, degli incarichi e delle consulenze, della cultura, della gestione di alcuni servizi, della promozione del territorio e, fuor di retorica, anche del sociale. Certo non sarà facile, ma è possibile e necessario. Ovvio però, che dovrà esserci discontinuità rispetto ad un passato recente fatto di bilanci senz'anima, di “finanza creativa” e di scelte dannose per i nostri conti.
Stesso ragionamento per le opere pubbliche. Occorre mettere nel dimenticatoio il fallimentare piano da 10 milioni di euro e più razionalmente, umilmente, lavorare su una/due opere davvero necessarie e utili per Terranuova e la sua crescita. Opere da finanziare (anche con il ricorso a forme innovative più volte da noi suggerite), mettere in cantiere e realizzare in questa seconda parte di legislatura. Perseverare invece nella fattibilità del piano da 10 milioni e/o nell'idea di spendere 1 milione e 600mila euro nella scuola delle Ville sarebbe pura follia amministrativa!
Infine, un auspicio: che il Sindaco ed i suoi la smettessero con la solita litania del patto di stabilità e dei tagli ai trasferimenti. Sappiamo tutti che questi sono dati oggettivi che influiscono pesantemente sui Comuni e sulle Province (che vanno abolite). Ma proprio per questo, non possono essere elusi, né continuare ad essere fragili alibi dietro cui nascondere proprie responsabilità , immobilismo e scelte sbagliate.