Giusto
un anno fa, dopo le clamorose dimissioni di Alessio Magini
scrivevamo: “c'è
da sperare che Amerighi e le forze politiche che lo sostengono
abbiamo almeno l'umiltà di affrontare a viso aperto la situazione,
senza rinchiudersi nel proprio fortino come se non fosse successo
niente.” Mai
auspicio fu più vano.
E
anche questa volta, di
fronte alle dimissioni motivate da circostanziate e puntuali ragioni
politiche dell'Assessore Elena Fratini (che
nel tempo seguono quelle di Ciancico, Magini, Gori da presidente
dell'inutile e da chiudere Istituzione Le Fornaci) la musica non
cambia:
per Amerighi&Co. tutto come se non fosse successo niente!
Il
Sindaco infatti, prima ha tentato di derubricare le dimissioni di
Elena Fratini a motivi personali, poi ha avuto pure l'ardire di
affermare che “non
c'è nessuna impasse e che non ci sono tensioni.” Certo,
dal Sindaco Amerighi difficilmente potevamo aspettarci altro. A
sentirlo, in Consiglio Comunale come sulla stampa, tutto procede per
il meglio,
quando
invece il disastro politico/amministrativo che si è consumato sotto
la sua guida è sempre più evidente e preoccupante.
In una amministrazione normale, dopo le dimissioni di tre assessori,
l'uscita dalla maggioranza di una forza politica e chi più ne ha più
ne metta, qualsiasi
Sindaco avrebbe da tempo rimesso il mandato...
Detto
del Sindaco, ciò che invece meraviglia e sconcerta è
l'atteggiamento del PSI
e del
PD.
I
socialisti non hanno trovato di meglio che
avanzare la richiesta di una verifica (sarà
la stessa che dovevano fare dopo le dimissioni di Magini e che si è
persa chissà dove?)
sconfessando nei fatti la loro unica ex-rappresentate in giunta
e confermando, se mai ce ne fosse stato bisogno, il loro proverbiale
senso... di attaccamento alle poltrone.
Dal
PD invece solo un silenzio assordante. Tutti inspiegabilmente afoni,
nessuno capace di parlare e di prender posizione.
E
dire che, a parole, in tanti tra loro si dicono stufi della
situazione e levano sempre più lamentazioni
e voci d'insofferenza. Ma, alla prova dei fatti, come in questo caso,
le insofferenze rientrano, le lamentazioni restano tali e tutto
svanisce in un rinnovato,
acritico,
sostegno
al Sindaco ed ai suoi più stretti sodali/collaboratori, ovvero i tre
assessori rimasti a sorreggerlo.
Terranuova
ha bisogno di essere ben governata; ha bisogno di recuperare ruolo e
credibilità in Valdarno; ha bisogno di forza e autorevolezza per
affrontare sfide importanti e decisive per il proprio futuro.
Terranuova
ha bisogno di tutto questo,
non
certo di una maggioranza (minoranza
nel paese)
e di un Gruppo Consiliare
che tirano a campare e scelgono la “politica dello struzzo” o del
far finta di nulla.
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